Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per offrirti un'esperienza di navigazione migliore.

Continuando la navigazione si considera accettato tale uso in accordo con la nostra cookie policy. Per saperne di piu'

Accetto

00 01 02 03 04 05 06 07 08 09
 
                 
   
 
  Mostre

Svicolando al Conservatorio di Musica "G. Verdi" di Milano
17 aprile 2012 / 21 aprile 2012

SVICOLANDO è un progetto curato da Simona Romano e realizzato da Luca Poncellini con grafiche di Davide Fornari. Più paraventi accostabili a formare una parete mossa, realizzati semplicemente con dei cartoni infilati su stecche di legno, verranno collocati nel chiostro del Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi”.

I materiali d'archivio selezionati e stampati sui cartoni che compongono l'artefatto documentano la collaborazione tra il Vico designer e le aziende fondatrici dello studio museo a lui dedicato (Artemide, Cassina, De Padova, Flou, Oluce e Schiffini).

Alcuni dei testi riproposti nell’allestimento

Artemide
“Tutti i disegni che mi dava per poi mandare in produzione un oggetto erano pieni di appunti, numeri di telefono. Era il suo modo di vivere, molto semplice, cose che invece erano molto importanti. La lampada Eclisse, che ha vinto un Compasso d’Oro, l’aveva schizzata su un biglietto per appunti. Non disegnava a computer. Quando gli balenava in mente un’idea la fermava subito sul primo pezzo di carta che gli capitava tra le mani e molto spesso la spiegava per telefono. Una volta mi disse: “questo disegno mi è costato il cambio dell’auto, per metterlo giù mi sono dimenticato di cambiare marcia””.
Ernesto Gismondi, fondatore e presidente di Artemide

Cassina
Cassina e Vico Magistretti, una complicità straordinaria nata nel 1960. Una collaborazione costante e intensa dove la cultura del progetto e la sperimentazione innovativa sono sempre state valorizzate dando vita ad autentici bestseller internazionali come il divano Maralunga e la libreria Nuvola Rossa.

De Padova
La semplicità è la cosa più complicata del mondo" questa frase di Vico Magistretti racchiude il pensiero che più ha accomunato l'architetto e Maddalena De Padova nel loro sodalizio creativo. Entrambi da sempre alla ricerca di forme semplici, pulite e senza orpelli, con un’attenzione alla funzione e all’utilità che ha portato alla creazione di alcuni fra i prodotti che più rappresentano il design italiano nel mondo.

Flou
Flou vanta il maggior numero di letti progettati da Magistretti per una sola azienda. Tutto ebbe inizio nel 1978 con l’idea di un nuovo letto: Nathalie, il primo letto imbottito in assoluto. Sull’onda di questo straordinario successo - che da 33 anni dura inalterato -  il sodalizio tra Rosario Messina e Vico Magistretti, basato su un'affettuosa e reciproca stima,  si è fatto di anno in anno più intenso. Più che da un disegno, i prodotti nascevano dai loro vivaci confronti: “dovremmo fare un letto per risolvere questo o quel problema ”.
Così, attraverso colloqui e scambi di opinioni, valutazioni sulle attese del mercato e prototipi... il letto prendeva forma.

Oluce
Per Vico Magistretti ogni cosa cominciava dall’architettura. E così cominciò anche il sodalizio con Oluce. Il palazzo in via Conservatorio 22 a Milano, ultimato nel 1968, é l’occasione di incontro tra Vico Magistretti e Angelo Verderi. Quando, nel 1973, quest’ultimo diventa proprietario di Oluce l’ingresso di Magistretti in azienda avviene quasi naturalmente. Costante compagna di strada è per lui la geometria. Principio ispiratore, sempre e comunque, la semplificazione. Trent’anni dura il sodalizio Oluce - Magistretti, trent’anni in cui viene scritta una di quelle storie uniche e insostituibili che hanno dato carne e senso al design italiano.

Schiffini
“Le riunioni di lavoro erano quanto di più informale si potesse immaginare con Vico che, mentre noi parlavamo dei nostri punti di vista, iniziava a schizzare su un foglio bianco, seguendo un suo pensiero, che lo portava anche molto lontano da dove eravamo partiti. All'improvviso prendeva corpo la soluzione, consistente in pochi schizzi che però esprimevano chiaramente un concetto, un'innovazione, mai solo un aspetto formale. Anzi, la forma all'inizio importava assai poco perché essenziale era l'idea innovativa, o concetto, appunto. E se guardate tutti i prodotti che Vico ha disegnato nel corso della sua vita, non troverete mai il compiacimento per la forma.”
Carlo e Enrico Schiffini, titolari di Schiffini Mobili Cucine

FaLang translation system by Faboba