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  Eventi

Vico Magistretti & Oluce storia di un sodalizio: 1974-2005
Negozio Marini Pandolfi/Comet, via Aretina 161 -Firenze

Nella importante sede fiorentina del gruppo Marini Pandolfi/Comet si tiene da 15 ottobre all’11 dicembre una esposizione monografica dell’opera di Vico Magistretti incentrata sul rapporto tra il celebre architetto milanese e il produttore Oluce, uno dei più importanti, e il più antico, marchio di illuminazione italiana.

La mostra, curata da Marco Romanelli e Paolo Imperatori, presenta l’opera completa di Vico Magistretti per Oluce, attraverso la riproposizione di 26 famiglie di lampade, per un totale di più di 70 pezzi, rigorosamente originali e risalenti all’epoca della prima produzione. La mostra è corredata da schizzi e disegni appartenenti alle collezioni Oluce e fondazione Vico Magistretti.

Per Vico Magistretti ogni cosa cominciava dall’architettura. E così cominciò anche il sodalizio con Oluce. L’architettura era, per il maestro milanese, la matrice da cui discendevano le altre scale di progetto: gli interventi in interni, così come il design. Tutto veniva prima verificato, analizzato, e soprattutto amato, in architettura.

E’ il palazzo in via Conservatorio 22 a Milano, ultimato nel 1968, l’occasione di incontro tra Vico Magistretti e Angelo Verderi che, a breve, sarebbe diventato proprietario di Oluce. Il lotto di via Conservatorio, al di là della posizione centralissima, al di là del ruolo urbano, è per Vico di estrema importanza. Un’importanza sentimentale: l’edificio afianco, in cui d’altronde avrà studio, era stato progettato nel 1928 dal padre Pier Giulio e lo straordinario edificio di fronte, ovvero il nobiliare Palazzo Archinto, aveva visto all’opera, tra il 1833 e il 1837, un antenato di Vico Magistretti. Caricato di una simile valenza emotiva, via Conservatorio 22 non poteva che essere un capolavoro e segnare l’inizio di una nuova prassi segnata da una certa scomposizione geometrica di cui troveremo traccia negli edifici maggiormente “brutalisti” degli anni a venire. La collaborazione Magistretti-Verderi proseguirà in numerose altre occasioni (il villaggio turistico a Framura, in Liguria; il residence Siloe a Milano del 1972) e, quando nel 1973 Angelo Verderi acquista, da Giuseppe Ostuni, Oluce, l’ingresso di Magistretti in azienda avviene quasi naturalmente. Sarà art director, ma anche, da subito, socio.

Oluce è già allora uno dei marchi più importanti d’Italia per il disegno della luce in particolare grazie alla straordinaria prolificità di Joe Colombo (purtroppo scomparso due anni prima, il giorno del suo quarantesimo compleanno). Magistretti riorganizza immediatamente le collezioni (nel 1974 uscirà il primo catalogo della nuova gestione) e soprattutto immediatamente comincia a progettare. Dal 1974, con il modello Snow, al 2005, con il modello Piazza San Marco, inanella 25 famiglie di lampade. Alcuni sono capolavori assoluti (Atollo, Pascal, Kuta, Lester), altri variazioni sul tema. E’ questo un aspetto estremamente interessante della prassi progettuale di Vico che lo differenzia fortemente dagli altri grandi maestri del lighting design italiano ovvero Gino Sarfatti e i fratelli Castiglioni. Se il primo ragiona sul tema dell’evoluzione delle fonti di luce costruendo attorno ad esse particolarissime carrozzerie, se i secondi scandagliano volumetricamente il tema del rapporto tra forma e funzione, Vico intraprende un percorso assolutamente peculiare. Esclude in toto la strada dell’“invenzione”, nel senso del cortocircuito fulminante di matrice artistica, piuttosto lavora con continuità attorno ad un certo numero di forme e di “ossessioni”. Costante compagna di strada è per lui la geometria. Principio ispiratore, sempre e comunque, la semplificazione. Tra cono, sfera e cilindro Magistretti intraprende una partita sottile e mai terminata: cono=Snow, sfera=Lyndon, cilindro+cono+sfera=Atollo, cono+cono=Pascal, cilindro+sfera=Alida… È veramente una partita a scacchi, giocata esclusivamente in bianco e nero. Questi sono per Vico i colori assoluti (si aggiunge, raramente, il verde Jaguar, in omaggio all’amata Inghilterra, e il rosso, per il suo valore segnaletico).

Trent’anni dura il sodalizio Oluce - Magistretti e solo la scomparsa dell’architetto lo può interrompere. Trent’anni in cui viene scritta una di quelle storie uniche e insostituibili che hanno dato carne e senso al design italiano. Rendendolo unico nel mondo. 

a cura di Marco Romanelli
con il patrocinio della Fondazione Vico Magistretti

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