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L'archivio Magistretti conserva indicativamente 30.000 schizzi e disegni tecnici, 7.000 fotogrammi, 3.000 documenti e la collezione di modelli e prototipi, cioè la documentazione e gli oggetti prodotti dallo studio in un arco cronologico che spazia dal 1946 al 2006. Nel 2007 la Sovrintendenza Archivistica della Lombardia ha dichiarato il fondo di particolare importanza storica, riconoscendone il valore di bene culturale e sottoponendolo al vincolo di tutela. L’archivio è costituito da unità originariamente collocate in diverse stanze e contenitori dello studio, con differenti tipologie di documenti e di supporti. Le unità si distinguono in due macro-categorie argomentative, l’architettura e il design. Il criterio di ordinamento utilizzato dal soggetto produttore - lo studio Magistretti - ha privilegiato un’organizzazione per progetto per le unità di condizionamento che contengono progetti di architettura, per produttore per quelle dei progetti di design e per committenza per la parte prettamente gestionale e amministrativa. Ogni singola unità è composta prevalentemente da una tipologia di materiale ma non esclusivamente da essa, ad esempio possono essere annessi agli schizzi documenti amministrativi, relazioni di progetto o corrispondenza. Le operazioni di schedatura, riordino e inventariazione (quest’ultima realizzata attraverso il software Sesamo) hanno comportato un paio di anni di lavoro, il cui risultato è stato una banca dati comprendente circa 3.000 unità. Il regesto cronologico e le schede-progetto presenti in questa sezione sono stati realizzati a partire dalla banca dati inventariale; i disegni e le immagini presenti sono il frutto della campagna di digitalizzazione condotta parallelamente all’inventariazione, che ad oggi ha interessato circa un quarto dell’archivio. Nella sede della fondazione è possibile accedere a una versione del regesto cronologico più estesa, poiché dotata di un maggior numero di immagini in alta definizione e prive di watermark. La fondazione Vico Magistretti resta a disposizione degli aventi diritto per quanto riguarda le eventuali fonti iconografiche non individuate.
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le opere


